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Magie d'Acqua

Weekend nel Delta del Po da Comacchio a Rovigo

testo e foto di Andrea Samaritani

pubblicato sul mensile Club 3, San Paolo Editore, Milano, marzo 1995

Il Delta del Po è la più grande area lagunare italiana. Nel Delta si sono rifugiati animali affascinanti come i cervi, i daini, i cavalli bianchi Delta-Camargue, gli aironi cenerini e tanti altri, nel Delta ci sono fiori bellissimi e piante rarissime che solo nelle zone umide possono vivere. Eppure è poco conosciuto, perché passeggiare nel delta, non è come percorrere una città storica, dove ogni sassolino è segnato, schedato, evidenziato. Qui l'orizzonte è sconfinato, le nebbie rendono evanescente il paesaggio, il panorama è semplice e lineare. Non ci sono architetture eclatanti, ma un'infinità di piccoli tesori da scoprire. Tesori immersi in un'atmosfera tranquilla, rilassata, ideale per "staccare" dai ritmi della vita metropolitana. 
Non a caso molti cineasti si sono rifugiati tra i canneti delle paludi per cercare ispirazione. Tra gli ultimi il regista Michelangelo Antonioni, che insieme a Wim Wenders, hanno trovato nel Delta gli sfondi giusti per girare il film "Al di là delle nuvole" che sarà presentato al prossimo festival di Cannes.
Partiamo da Sud per scoprire i tesori del Delta, dove troviamo Comacchio, città di canali e di pescatori. E' qui che possiamo visitare uno dei più bei musei all'aperto d'Italia: il "Museo delle Valli", strutture e oggetti usati una volta, e in parte ancora oggi, per l' allevamento e la pesca delle anguille. In circa due ore, sul barcone che attraversa i canneti, arriva e sosta nei vari Casoni, si compie il giro del museo. Ben tenuti e ristrutturati, i Casoni sono la testimonianza degli antichi sistemi di pesca. C'è il Casone Coccalino con la guardiola di vigilanza dei "vallanti " (pescatori regolari) contro le incursioni dei  "fiocinini" (pescatori di frodo). C'è il Casone Serilla una delle più grandi stazioni di pesca, dove sono allestite e schedate le reti e gli attrezzi da pesca e si possono ammirare le enormi griglie verticali per cuocere le anguille. Ci sono nell'acqua gli originali "lavorieri" in canna, così chiamato il percorso obbligato per l'anguilla al termine del quale veniva catturata e le "bolaghe" enormi contenitori in materiale vegetale dove venivano conservate le anguille vive in attesa della marinatura o della vendita.
Comacchio è a cinque minuti di macchina. Si mostra con orgoglio in quell'immagine che ogni visitatore si porta a casa: i Trepponti. Opera di Luca Danese, della prima metà del secolo XVII, la sua singolarità è di avere cinque rampe di scale (tre anteriori e due posteriori) a tutto sesto, sopra un incrocio di canali.
A ridosso dei Trepponti ci sono dei marinai in pensione, che mettono a disposizione gratuitamente le loro piccole "batane" (barchette a tre, quattro posti) per accompagnare i turisti nei canali, sotto i ponti, a ridosso degli edifici storici della città.
A dieci minuti di macchina arriviamo a Porto Garibaldi. Centro ittico e balneare. Da non perdere è lo spettacolo del rientro dei pescherecci in porto al pomeriggio, scortati da nugoli di gabbiani reali, comuni e corallini.
Si imbocca verso nord la strada Romea, attraversando i lidi ferraresi, si costeggia Valle Bertuzzi, zona umida ottima per il birdwatching, e dopo aver percorso circa venti chilometri l'orizzonte si riempie con uno dei più interessanti complessi del romanico italiano: l' Abbazia di Pomposa. Dell'ottavo secolo d.c. è il secondo monumento più visitato d'Italia (dopo il Giardino dei Boboli a Firenze). 
Dall'abbazia andando verso il mare si arriva al "Boscone della Mesola": mille ettari, quattrocento specie arboree, migliaia di colombacci e poi cervi, daini e lepri. Un mondo incontaminato visitabile a piedi e in bicicletta.
Ritornando sulla Romea a nord troviamo il Castello di Mesola, delizia estense sede di importanti mostre di pittura e scultura. Poi Contarina, primo centro della provincia veneta. Uscendo dalla Romea verso Adria, si raggiunge Loreo, grazioso paese già in odore di Venezia, per lo stile delle case che si affacciano sul canale che attraversa il centro.
Il Delta del Po finisce dopo Rosolina, consigliamo di percorrere la lingua di terra che da Rosolina Mare scende verso l'isola di Albarella, è un mondo incontaminato di pinete, canneti e laguna fino all'interessante Giardino Botanico di Porto Caleri.
Una tradizione curiosa e antica, da pochi conosciuta, si svolge il lunedì di Pasqua a Goro, Contarina, Corbolo e Donada. Quel giorno ci si può mescolare tra gli abitanti dei paesi, che nella piazza si sfidano in un gioco di antichissime origini: "cozza l'uovo". Attrezzati con sacchetti pieni di uova sode, gareggiano tra loro "cozzando" le uova una ad una. Vince l'uovo dell'avversario chi riesce a creparglielo. All'ora del pranzo quando la gente torna a casa è facile individuare il campione: è quello con la sporta maggiormente ricolma di uova!
Il periodo migliore per visitare il delta del Po? La primavera senz'altro, ma anche l'estate. Da giugno nei principali centri del Delta ci sono diverse feste e sagre ispirate al mare, tra tutte spiccano le iniziative promosse dalla compagnia teatrale "Al Batal" di Comacchio, che da diversi anni propone rassegne teatrali in costume d'epoca. Sono momenti suggestivi, perché fare teatro di strada a Comacchio, visto che ci sono più canali che strade,  inevitabilmente significa creare un suggestivo "teatro d'acqua". Nel Delta del Po non poteva essere altro che così.


Andrea Samaritani, gennaio 1995