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Ferrara con Giorgio Bassani

La città estense è sempre presente nei romanzi dello scrittore ferrarese scomparso nel 2000

"Camminando con Bassani"
da: I Viaggi di Repubblica del 23 dicembre 2003

testo e foto di Andrea Samaritani

"Giorgio ci ha regalato tanti quadri, tante immagini fisse della sua città: Ferrara", dice Micaela. Aspetto fine, modi garbati, occhi profondi, Micaela Rinaldi, ventinove anni, ha un grande amore: il mondo poetico di Giorgio Bassani. "Da quando leggo, studio e analizzo le opere dello scrittore, in relazione ai luoghi descritti, ho come una specie di demone che non mi abbandona più: percorrendo le sue vie, guardando dalle finestre che lui ha così minuziosamente descritto, annusando gli odori che lui ha raccontato, non riesco a non pensare alle sue parole, scolpite nella mia mente, che scandiscono i miei passi e condizionano i miei sguardi!". E' anche per questo che Micaela Rinaldi è stata scelta dalla illuminata amministrazione comunale di Codigoro per coordinare la Fondazione Giorgio Bassani, creata un anno e mezzo fa, attivo centro di raccolta di tutti i suoi libri e oggetti, e punto di riferimento per tutti quelli che vogliono conoscere il grande scrittore ferrarese.

Bassani, la città e il Delta del Po, li ha descritti più e più volte. Una mappa precisa dei luoghi raccontati nei suoi romanzi è troppo densa da tracciare, non è ancora stata scritta e comunque non è detto che ci si riesca. In tanti, in questi anni, ad esempio, si sono posti la domanda di dove sia il Giardino dei Finzi Contini. L'autore non l'ha mai rivelato. Le tesi più accreditate sostengono che sia frutto di fantasia, o che sia la "somma" dei cento giardini che ancora respirano nascosti nel centro storico: al turista lo stimolante compito di sbirciare oltre i cancelli, le porte socchiuse, alla ricerca di quell'eden cittadino "bassaniano" che ancora esiste.Un itinerario per la visita della città di Bassani potrebbe essere fatto, allora, per temi.
Le vie
Via Mazzini, via Vignatagliata e Via Vittoria, le principali strade antiche del ghetto ebraico, ancora oggi piene di fascino. Corso Martiri della Libertà, nel fianco est del castello estense, luogo cruciale del racconto Una notte del '43. Via Salinguerra dove vive Lida Mantovani, descritta come strada di città già in "odore di campagna".  L'imponente e rinascimentale Corso Ercole I d'Este, che fa "scivolare" i turisti dal Castello fino alle Mura degli Angeli, attraverso le ottomilacinquecento bugne delle mura esterne del massiccio Palazzo dei Diamanti.

Le case dei personaggi
Innanzitutto quella dell'autore, in via Cisterna del Follo 1. Il follo era una macchina per lavorare la lana, la cisterna dove si lavavano i panni. Poi l'abitazione di Bruno Lattes, in via Madama, quella del protagonista di Dietro la porta in via Scandiana, quella di Geo Josz in via Campofranco. La casa di Fadigati, vicino alla grande piazza Ariostea, con la bianca statua del poeta Ludovico Ariosto. La nobile casa di via Mentana 2, di Edgardo Limentani; avvolta nella nebbia, è il quadro iniziale del romanzo L'Airone.

I luoghi dell'amore
Ci sono delle pagine molto liriche, dedicate alle "alcove d'amore urbane". Le mura, dove vari personaggi dei suoi romanzi vedono a più riprese, molte coppie in effusioni amorose, e la certosa monumentale, che accoglie gli innamorati nell'ampio giardino verde, porticato a semicerchio.
Dentro le chiese Nella chiesa di Santa Maria in Vado, in via Borgovado (a due passi dal palazzo di Schifanoia dove si può ammirare il famoso Salone dei Mesi del 1470), c'è la cappella che ricorda il miracolo del sangue avvenuto nel 1171, scaturito dall'ostia, spezzata durante la messa. Nella Chiesa del Gesù, in via Borgoleoni, si è presi da inquietudine davanti al verosimile Compianto sul Cristo morto di Guido Mazzoni, del 1485, dove tra le sette statue, si riconoscono due illustri committenti: Ercole I d'Este nei panni di Giuseppe d'Arimatea e la moglie Eleonora d'Aragona nei panni di Salome, scolpiti in terracotta policroma a grandezza naturale.
Fuori le mura Bassani accompagna il protagonista del romanzo L'Airone a caccia nel Delta del Po, facendolo sostare nell'albergo Bosco Eliceo a Codigoro, lo fa passare per Tresigallo, per la secolare abbazia di Pomposa, per il Bosco della Mesola, per arrivare in quella "botte" da caccia affossata nelle acque di Volano.L'itinerario tracciato ha evidenziato alcuni aspetti, tra i tanti possibili.
Per un giro approfondito, la società Itinerando, di Chiara Ronchi, è specializzata in visite guidate, tra cui: "La Ferrara di Giorgio Bassani - I luoghi della storia, gli spazi delle memoria". Le visite possono essere effettuate a piedi o in bicicletta, durata 3 ore.
"Quando tornava da Roma nella sua Ferrara, veniva sempre a trovarmi. Si sedeva sulla poltrona rossa, con la sua immancabile pipa e via a parlare fitto delle mille iniziative che insieme promuovevamo per la salvaguardia della città". Chi parla è l'avvocato Paolo Ravenna, l'allievo più illustre dello scrittore, quando insegnava nella scuola ebraica di via Vignatagliata all'interno del ghetto. "Era ironico, buono, amante degli animali. Bassani era sempre con me a sostenere le campagne civili e ambientaliste di Italia Nostra. Abbiamo ‘liberato' le mura di Ferrara, riscoperte e risistemate dopo secoli di incuria. Con lui nel 1978, ho lanciato l'idea della ‘Addizione Verde'. Nel rinascimento la città venne sviluppata in modo speculare verso nord, realizzando il primo piano regolatore d'Europa, chiamato ‘Addizione Erculea', ora siamo pronti per la seconda rivoluzione urbana ‘verde', dalle Mura degli Angeli fin verso il Po, un grande parco attraverso il quale raggiungere il fiume senza mezzi meccanici. La prima pietra l'abbiamo posta il 3 ottobre di quest'anno, quando, con il sindaco, abbiamo inaugurato il Parco Urbano intitolato a chi se non a lui: a Bassani."

Andrea Samaritani, novembre 2003