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MERIDIANA IMMAGINI - AGENZIA FOTOGIORNALISTICA

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FERROVIE SECONDARIE

di Pino Cacucci

Fotografie di Paolo Righi

Feltrinelli Editore 2014
Ebook, collana Zoom

"Le linee ferrate hanno a malapena un secolo, al massimo uno e mezzo.
Eppure, nessun altro veicolo ci ha finora infuso la sicurezza e la tranquillità del treno -
specie per noi che non consideriamo tempo perso quello del viaggio, impiegato per leggere, scrivere, pensare o soltanto guardare o dialogare."
E questo fa, Pino Cacucci: guarda, dialoga e scrive.
Narrandoci con la vividezza che gli è propria quelle tratte ferroviarie poco conosciute, mitologicamente lente,
con vagoni malconci e tratte impervie.
Ma così straordinarie che non è raro vedere un treno fermarsi a causa di un orso placidamente addormentato sulle rotaie.
Con fotografie di Paolo Righi.


Il viaggio è stato pubblicato a tappe sul settimanale I Viaggi di Repubblica tra il 2007 e il 2008

147.603 caratteri
86 pagine


   
     
 "Ferrovie Secondarie" di Pino Cacucci, 2014, la Ferrovia Vigezzina, foto di Paolo Righi
  
   
     
 "Ferrovie Secondarie" di Pino Cacucci, 2014, la Ferrovia Brescia-Edolo, foto di Paolo Righi
     
   
     
 "Ferrovie Secondarie" di Pino Cacucci, 2014, la Ferrovia Trento-Malè, foto di Paolo Righi
     
   
   
 "Ferrovie Secondarie" di Pino Cacucci, 2014, la la Ferrovia Suzzara-Ferrara, foto di Paolo Righi
     
   
   
 "Ferrovie Secondarie" di Pino Cacucci, 2014, la Ferrovia Bologna-Porretta, foto di Paolo Righi
     
   
   
 "Ferrovie Secondarie" di Pino Cacucci, 2014, la Ferrovia Faentina, foto di Paolo Righi
     
   
   
 "Ferrovie Secondarie" di Pino Cacucci, 2014, la Ferrovia Bari-Matera, foto di Paolo Righi
     
   
   
 "Ferrovie Secondarie" di Pino Cacucci, 2014, la Ferrovia Nuoro-Macomer, Ferrovie Sarde, foto di Paolo Righi
     
   
   
 "Ferrovie Secondarie" di Pino Cacucci, 2014, la Ferrovia Ragusa-Siracusa, foto di Paolo Righi
     
   
Il servizio fotografico completo Ferrovie Secondarie nel sito di Meridiana Immagini
 
   


Brani di Pino Cacucci dove è citato Paolo Righi:

Ferrovia Brescia-Edolo

Il salto indietro di almeno un secolo è perfetto: i ferrovieri indossano le uniformi dell'epoca, e quando Paolo Righi li raduna per la foto ricordo, se la stampasse virato seppia, potrebbe spacciarla benissimo per "quelli della locomotiva di Guccini": persino le facce di alcuni, opportunamente annerite dal fumo, sembrano riemerse dal passato. (...) Nell'aria frizzante che spira dai ghiacciai dell'Adamello, si diffondono imperiose le note della Tosca; scambio uno sguardo interrogativo con Paolo, che dice: "Non è una Tosca qualsiasi... Questa è la Callas!". Proviene dalla biglietteria, ci avviciniamo incuriositi. Il baffuto bigliettaio - anche senza locomotiva a vapore, potrebbe fare il figurante in un film su Pancho Villa - diletta i viandanti diffondendo musica lirica, e conferma che Paolo ci ha azzeccato, aggiungendo: "Ma se volete abbasso il volume"

Ferrara-Suzzara

Paolo Righi, compagno di viandanza, fedele alla tradizione che vuole i fotografi meno timidi e impacciati degli schivi raccontatori di storie, avvia il dialogo: macché ucraino, si chiama Stefano e parla in mantovano della bassa. Alla nostra domanda non fa una piega: si avvia lungo i binari come se fosse il sentiero di casa sua, raggiunge una cassetta da cui estrae una cornetta di vetusta bachelite, e infine sentenzia: "Il Suzzara delle 15,33 è passato". Finisce che ci offre da bere...

Faentina

Nelle grandi stazioni imperano regole e divieti, ma qui la scritta "Vietato sorpassare la linea gialla" è un proforma, e Paolo, per scattare foto, la ignora neanche fosse La sottile linea rossa di Terrence Malick. Fedele al motto di Robert Capa, "Se la foto non è venuta bene è perché non eri abbastanza vicino", Paolo aspetta l'ultimo momento utile per tirarsi indietro: e il macchinista gli lancia un lungo fischio lamentoso, che sembra dire "spostati bischero"

Bari Matera

(...) sarà che hanno un profilo quasi umano, queste vecchie imitazioni di "littorine", ma la foto di Paolo lascia pensare davvero a due facce che si sfiorano in un bacio malinconico.

Nuoro Macomer

E poi... signori, in carrozza! I ferrovieri ci accolgono con schietta cordialità, e l'ingegnere responsabile ha persino detto loro: "Se il fotografo vi chiede di fermarvi per qualche scatto e siete in orario... be', fermatevi pure!". Paolo Righi non oserà farlo, anche se in un impeto alla Robert Capa si ferisce leggermente a una mano e capotreno e controllore si improvvisano solerti crocerossine per medicarlo

Ragusa Siracusa

Tra le graziose pensiline liberty, spicca un cartello, anch'esso in vetusto ferro battuto, con la parola schietta e inequivocabile "CESSI", a cui è stata aggiunta la traduzione "W.C." forse per eventuali turisti anglofoni. Non abbiamo ancora smesso di ridere, che arriva il capostazione e squadra Paolo e me con aria delusa: "Ah, sareste voi la troupe?"